Inglorious 
Coderz 

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This is where the community shares some of their experiences with software and entrepreneurship in general. Italian only for now, sorry :)

Loopback 4 è un porting di Spring Boot

Se c'è una cosa buona che il faticoso ecosistema JavaScript ha portato nelle nostre vite è un ritorno alla programmazione funzionale. Dopo anni e anni a scervellarsi su oggetti, classi e design pattern, Facebook con i suoi React e Redux ci ha convinti a fare marcia indietro e riconsiderare le funzioni pure, l'immutabilità e la composizione a scapito dell'ereditarietà, delle annotation e della dependency injection. A un tratto il codice diventa potente, performante, leggibile e testabile come non lo è mai stato, e la programmazione orientata agli oggetti (o meglio, alle classi) pare solo un brutto ricordo.

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Migliorare il codice con il currying

Oggi mi sono trovato davanti a un problema a prima vista molto semplice da realizzare, ma il cui risultato si è rivelato orribile e per niente ottimale. Il problema si descrive molto facilmente in linguaggio naturale "calcolare la differenza tra due liste A e B". Facile no? A prima vista sì, ma scendendo nel tecnico si è rivelato un po' più ostico del previsto, perché le mie due liste erano composte da oggetti, ognuno con più di un parametro e una chiave generata in modo randomico, quindi il problema andrebbe riformulato come "calcolare la differenza tra due liste di oggetti A e B basandosi su uno dei suoi parametri".

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Componenti react/redux come librerie

L'ecosistema creato da Facebook sta tirando fuori un gioiellino dopo l'altro: dopo react e redux di recente è anche uscito create-react-app, che permette di arrivare da zero ad app funzionante in un unico comando. Ma che succede se vogliamo pubblicare un componente React da usare come libreria per altri progetti? E se lo stato del componente fosse così complesso da richiedere un contenitore di stati come Redux? Queste sono le domande che mi sono dovuto porre quando ho creato react-property-grid.

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Pokémon Go e la Teoria degli Effetti Collaterali

Ne parlano bene, ne parlano male, per una volta voglio parlarne anch'io. Senza nessuna autorevolezza in merito, s'intende. Ma per virtù della Teoria degli Effetti Collaterali™ l'app di Pokémon Go si è rivelata fin da subito un successo planetario e anche meritato.

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Resistere alla tentazione del procedurale in Redux

Proveniendo da un contesto procedurale e orientato agli oggetti, un approccio funzionale e dichiarativo come quello di redux richiede un salto mentale non indifferente. Realizzare applicazioni è molto semplice, almeno finché non si devono gestire un'infinità di effetti collaterali e chiamate asincrone che si innescano a catena. È lì che l'approccio più intrigante risulta quello procedurale. Tuttavia dobbiamo essere coraggiosi e cercare l'approccio più semplice ed elegante, non quello più comodo.

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Il Vaso di PIVA

Ottimo, il primo post in un blog tecnologico non parla di tecnologia ma di Fisco.

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Hello world!

Ciao mondo! Questo è il nostro primo vagito nel mondo dell'interwebz :)

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